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Ho visto un re di Enzo Jannacci

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L’ironia e la sagacia di questo brano sono sconfinate. In una serie di racconti tra contadini, dove troviamo due lombardissimi e stupendi Cochi e Renato, viene dipinta una satirica situazione dell’Italia. Questa canzone, che potremmo definire quasi una canzone-gossip, è splendidamente abile nel formulare la propria critica verso un sistema che, oggi più che mai, ci porta a compatire i poveri VIP (il re, il vescovo, il ricco…) a discapito della classe operaia.

Utilizzando una forma corale molto convincente e molto coinvolgente, i tre contadini si raccontano le loro ultime novità dal mondo dei privilegiati. E’ così chiara la consapevolezza della loro condizione di sfruttati ( e soprattutto da chi sono sfruttati) che questo pezzo è da segnalare tra i migliori che la musica italiana abbia mai prodotto.

La sua schiettezza e la sua capacità comunicativa creano uno shock all’ascoltatore e forse ci vuole anche suggerire che la vita di un re, di un vescovo o di un ricco sono ben lontane dalla realtà. Allora, il messaggio di critica sociale è forte e ben mirato. Forse non da tutti è stato colto e questa canzone suona come l’ennesima realizzazione del medico meneghino, il quale dichiara di non saper affatto cantare.

Che le doti di Jannacci in fatto di canto non siano proprio elevatissime, questo ci appare chiaro, però c’è da dire che si tratta sempre di un cantautore italiano da non sottovalutare. Grave errore sarebbe quello di ritenere le sue semplici canzonette e nulla più.

Iannacci ha avuto una carriera musicale superiore a molti cantanti italiani odierni, i quali vengono lanciati come le nuove voci del futuro, ma si riducono a poco più di meteore. Forse bisognerebbe iniziare a rivalutarlo e non vedo pezzo migliore di Ho Visto un Re per cominciare.

Categories: Blues Musica Recensioni

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matteo

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