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Le Luci Della Centrale Elettrica – Canzoni da spiaggia deturpata

Signori e signore, ecco a voi l’album italiano dell’anno.
Chi è Le Luci Della Centrale Elettrica? Un ventiquattrenne cantautore ferrarese, milanese d’adozione, vero nome Vasco Brondi, musicalmente figlio di Rino Gaetano e malinconicamente nipote dei CCCP.
Vasco canta di una gioventù disperata “in questi cazzo di anni zero”, tra motorini elaborati e angeli che pisciano addosso, garage a Milano Nord e gigantesche scritte Coop.
Le canzoni non sono facilissime al primo ascolto, dal momento che chi canta ha uno stampo vocale che è straordinariamente cantautoriale ma possiede anche una fluidità e una velocità di discorrere che a tratti sembra si abbia a che fare con un pezzo hip hop. Le parole dette sono tante, tantissime per un album che supera di molto poco la mezzora.
I testi sono strepitosi, ma quello che innalza l’album a un livello superiore dalla media nazionale sono le melodie, che riuniscono quella sensazione di malinconia, disperazione e disillusione che in un’ opera italiana si sono sentite probabilmente solo dal più grande di tutti, Fabrizio De Andrè ( riascoltarsi a tal proposito “Tutti morimmo a stento”, 1968).
Tutti i brani meriterebbero una citazione, ma “La lotta armata al bar” è lo specchio di una generazione unico, irripetibile ( “facevi risorgere i binari morti/e ricucivi i polsi a tutti/facevi risorgere i binari morti/per portarci al discount a fare acquisti”).
Uno squarcio violento ed estremo, ma accompagnato da una buona dose di ironia visionaria, che alleggerisce il “peso” delle canzoni senza svalutarlo nella forza del contenuto.

Se un giorno i miei figli mi dovessero chiedere quali sono stati gli artisti musicali che meglio hanno raccontato l’Italia degli anni zero, risponderei con due nomi. Il primo porta quello di Fabri Fibra, ma non si tratta di quel Fibra che vedete in televisione e che chiede gli applausi mentre fa il provolone con la Santarelli di turno ( forse aprirò un topic, e vi parlerò dei fantastici primi due album, il semi-sconosciuto “Turbe giovanili” e il nichilista “Mr.Simpatia”). Il secondo è sicuramente quello di Le Luci Della Centrale Elettrica.

Categories: Acoustic Alternative Indie Musica Recensioni

Emiliano

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