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Motorpsycho nitemare di Bob Dylan

Motorpsyco nitemare

Recensire questo brano è particolarmente difficile. Non è una canzone dagli accordi impossibili: è un folk blues senza neppure un’eccezione. Non ha un testo astruso, particolarmente significativo: è una storia, piuttosto banale. Non si tratta di un pezzo significativo nella storia della musica: è una semplice ballata.

Tuttavia, non manca di stupire. Tanto per cominciare, il titolo è di difficile traduzione. Sicuramente si tratta della narrazione di una serie di eventi, forse di un incubo non in senso metaforico, ma per l’assurdità degli eventi si può pensare ad un vero e proprio sogno andato male. Lo scenario appare immediatamente fuori dalla realtà e si tratta di un viaggiatore, lungo qualche lunga route statunitense, affaticato dal lungo viaggio.

Pur di non dormire in macchina, si azzarda a chiedere ospitalità ad un contadino, la cui figlia Rita si dimostra un po’ frivola. Tuttavia, il viaggiatore deve respingerla, per paura del padre, il quale fin da subito si è dimostrato avvezzo all’uso del fucile. Quando respingerla diventa impossibile, il viaggiatore si trova costretto ad utilizzare uno stratagemma alquanto azzardato, che finirà per suscitare l’ira del focoso padre ugualmente.

Per farla breve, la canzone si conclude tra una serie di scene rocambolesche, di fughe e di situazioni abbastanza comiche. Ora viene da chiedersi: che motivo aveva Dylan di inserire una canzone simile nel suo album Another Side of Bob Dylan (1964)?

Il motivo reale dovrete chiederlo a lui, però rimane il fatto che questa canzone, scandita da strofe molto ben costruite e rime a più non posso è l’ennesima dimostrazione della facilità con cui l’abile cantautore sa creare le proprie canzoni e di come molto spesso dietro a queste canzoni non ci sia nulla: si tratta solo di musica.. della SUA musica!

Categories: Blues Musica Recensioni Rock

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matteo

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