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Cidinho & Doca – Rap das Armas

Arrivata in Italia circa un mese fa, questa canzone rap Brasiliana ha cominciato a fare scalpore anche presso lo Stivale per via della storia che la circonda: balzata rapidamente ai vertici delle classifiche verdeoro per via del ritmo tambureggiante e dell’ampia pubblicità fornitagli dal fatto di essere colonna sonora del film “Tropa de Elite”, Rap das Armas (la cui prima versione pare risalga addirittura agli anni ‘90!) è stata prima saggiamente remixata e rivisitata, per essere riproposta in versione rap, al fine di piacere alla stragrande maggioranza di ascoltatori.

Sin qui tutto a posto, non fosse per altro che il nuovo testo, cita ripetutamente la Polizia brasiliana, illustrando le pericolose modalità di pattugliamento e mantenimento dell’ordine presso le favelas da parte dei cops brasileiri, i quali sono accusati di aver fatto sprofondare Rio de Janeiro in una situazione di guerra civile per via della loro violenza e del loro eccessivo abuso di potere, rendendo di fatto questa canzone un vero e proprio canto di protesta.

La canzone cita un ampissima gamma di armi, sia quelle in dotazione alle forze dell’ordine che quelle con le quali i residenti delle favelas cercano di attuare una guerriglia urbana e sostenere la malavita ed in particolar modo gli spacciatori. Grazie a questo mix tra realtà e finzione cinematografica, i due rapper Cidinho e Doca hanno potuto sparlare e “sparare” rime libere senza nessuna censura, almeno in un primo momento.

Censura che però è arrivata, puntuale, una volta uscito il film e presentata la canzone in radio: due settimane dopo il suo lancio, Rap das Armas è stata “oscurata”, cosi che le frequenze brasiliane non passano più il pezzo dei due rapper.

Una sorta di descrizione della vita di tutti i giorni (come spesso si prefiggono di fare le canzoni rap), la quale mette in evidenza il fatto che i brasiliani ormai non sono in pericolo solamente quando fanno uso di droghe, ma bensì anche quando vanno a prendere l’autobus o o trascorrono un paio d’ore a ballare in discoteca.

Categories: Hip pop Musica Recensioni

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matteo

8 replies

  1. La canzone di Cidinho & Doca non é una critica alla polizia brasiliana, bensí un’esaltazione del fatto di appartenere all’ambiente violento della favela. Ad un certo punto della canzone infatti se la prendono anche con i vicini che si lamentano della rumorositá dei favelados. “All’ingresso della favela c’e una calibro .50, e chissá se grideresti anche tu se ti becchi una palla di calibro .50 o anche solo di calibro .30”.

    Come non mi stancheró di ripetere, é come se da noi, a Napoli, qualcuno facesse un “Camorra Rap” e poi lo spacciasse come canzone di protesta.

    La mia traduzione (ben lungi dall’essere ben fatta, ma dá un’idea): http://laustriaco.blogspot.com/2009/04/rap-das-armas-traduzione.html

  2. Raga della la conzone… siete grandissimi. Mi dispiace x il vostro popolo in guerra ma vi cosiglio di usare colpi FMJ (Full Metal Jaket) cioè i colpi incamiciati perforanti e contro i veicoli blindati un anticarro con colpi incamiciati calibro 50

  3. caro Paolo,
    purtroppo devo deluderti: la favela non è solo guerra o “camorra” ma anche tanto altro. Quello che fanno cidinho e doca è quindi cercare di sensibilizzare il mondo medio-alto brasiliano cercando di far capire come in realtà il nracotraffico e le sparatorie appartengano al 10% dei favelados… occhi che stigmatizzare è pericoloso!

  4. caro Paolo,
    purtroppo devo deluderti: la favela non è solo guerra o “camorra” ma anche tanto altro. Quello che fanno cidinho e doca è quindi cercare di sensibilizzare il mondo medio-alto brasiliano cercando di far capire come in realtà il nracotraffico e le sparatorie appartengano al 10% dei favelados… occhi che stigmatizzare è pericoloso!

  5. caro Paolo o Fausto (non ho capito come ti chiami),
    dal tono autorevole con cui scrivi deduco che, come me, hai abitato vicino ad una favela (nel mio caso a Sao Paulo, ma cambia poco).
    Cidinho e Doca dipingono una favela dove tutti, perfino i ragazzini (“Lá vem dois irmãozinho de 762
    Dando tiro pro alto só pra fazer teste”) girano armati e partecipano alla spirale di violenza che purtroppo avvolge le favelas.
    Questo é quello che succede, oggi, nelle favelas: http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/scontri-rio-de-janeiro/scontri-rio-de-janeiro/scontri-rio-de-janeiro.html?ref=search
    La realtá che ho visto con i miei occhi parla di un “comando” che tiene in ostaggio una popolazione sottomessa e purtroppo ormai abituata a quel genere di vita, unito ad una polizia corrotta che *non* combatte la criminalitá a livello sistematico (essendone invece in gran parte connivente), ma si limita a spettacolari, violente ed inutili esibizioni della polizia speciale che ogni tanto entra in favela (la “invade”, come si dice) e ammazza un po’ di gente a casaccio.
    Cidinho e Doca esaltano l’appartenenza al comando, alla frangia violenta, a quel 10% che vive di narcotraffico e sparatorie. Tant’é che la versione internazionale del film “tropa de elite” non contiene questa versione ma quella edulcorata (“Meu Brasil é un pais tropical”), quella sí una canzone di sensibilizzazione contro la violenza.
    Ma visto che parli ex cathedra di questi argomenti, magari hai avuto un’esperienza diversa dalla mia. Io ho vissuto vicino alla favela do Buraco Fundo, nella zona Est di Sao Paulo, e tu?
    Occhio che parlare di cose che non si conoscono é ancora piú pericoloso che stigmatizzare!

  6. Concordo con Paolo…non facciamo dei faveladi dei martiri…adesso spuntano come funghi canzoni dove lamentano i metodi del Bope….il problema è che quei metodi sono sorti in risposta ai loro metodi.
    I film “citade de deus” e tropa di elite dipingono perfettamente la situazione dei rio de janeiro, quella di una volta e quella di oggi (tropa di elite è ancora molto attuale pur narrando eventi passati).
    Se bruci persone vive non ti puoi lamentare se poi il Bope entra e spara a caso in favela a mio avviso…e gli altri che non c’entrano nulla ci finiscono di mezzo a causa di prostitute, papponi. narcotrafficanti…l’illegalità in favela è una regola, anzi un arte di vita!

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