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Giuliano Palma & The Bluebeaters

Il progetto dei Bluebeaters inizia nel 1994 quasi per gioco; negli anni sono stati affiancati da diversi gruppi musicali, tra i quali gli Africa Unite, i New York Ska Jazz Ensemble e i Casino Royale. Proprio da quest’ultimo gruppo arriva Giuliano Palma, l’attuale cantante, che ormai si è stabilito all’interno della band.

Il loro complesso, denominato “Giuliano Palma & The Bluebeaters”, ha raggiunto un enorme successo, nonostante, nella maggior parte dei casi, producano cover, indubbiamente d’effetto, di vecchi brani che spaziano soprattutto dagli anni ’60 agli anni ’80.

In tutti i loro CD hanno sempre mantenuto lo stesso filone ritmico, che fa interagire diversi generi musicali: infatti i loro riarrangiamenti si basano in modo particolare sullo ska ed il rock steady, ma sono stati in grado di aggiungere ad essi melodie più attinenti al reggae, al rock o al pop. Il ritmo è notevolmente orecchiabile, ma soprattutto ballabile, dal momento che a tutti i loro concerti fanno il pieno di persone pronte a scatenarsi sulle loro note. Inoltre c’è da sottolineare che la loro musica non si rivolge in modo particolare ad una precisa fascia d’età di ascoltatori, probabilmente grazie al loro stile d’impronta “Sixty”.

Sul palco si esibiscono solitamente in giacca nera con occhiali neri abbinati ed uno sguardo ammiccante, stile “latin lover” ma riservato. L’ultimo lavoro pubblicato è stato “Boongaloo”: il titolo del disco è richiamato nella canzone “The Marvin Boongaloo” (una delle rarissime canzoni scritte da Giuliano) dove il cantante vuole ricordare il suo amato cane Marvin che l’ha seguito fedelmente per ben 10 anni.

Nell’album troviamo comunque altri brani storici, come “Over my shoulder” di Mike & the Mechanics, “Testarda io”, scritta all’epoca da Cristiano Malgioglio ma portata al successo da Iva Zanicchi, “Poison ivy”, dei The Coasters e “state of Nation”, originariamente degli Industry.

Non sono però da dimenticare le due canzoni forse di più successo dei “Giuliano Palma & The Bluebeaters”: “Messico e nuvole” di Paolo Conti e “Black is black”, contenute entrambe nell’album “Long playing”.

Categories: Jazz Musica Pop Recensioni Rock

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matteo

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