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Prince – Planet Earth

prince planet earthPrince, stereotipo di se stesso; questo disco si presenta come una sfilata di modelli (oramai troppo spesso) ricorrenti.
Come nel precedente 3121 in cui giocava a presentare una serie di motivi che, nell’intento, dovevano fare da ponte tra passato e futuro, in Planet Earth si susseguono una serie di brani pop soul che chi conosce e segue Prince da tempo non può non definire scontati.
Il disco si apre con la pomposa e profetica “Planet Earth” che ricorda “Graffiti Bridge” (1990).
“Guitar” (il single) si presenta come una canzoncina rock simile a tante altre quali “Endorphinmachine” (1995) “Cream” (1991) “Peach” (1993) “I like it there” (1996)…
Si prosegue con “Somewhere Here On Earth” che ricalca i fasti di “Adore” (1996) e poi di molte altre, ma ha una sua personalità jazz che fa la distinzione.
“The One U Wanna C” ricorda (da lontano) “I can never take the place of your man” (1996) e riprende le fila di “Guitar”.
“Future by mama” ricorda “When 2 R in love” (1997) e avrebbe potuto tranquillamente appartenere a Musicology (2004).
Così come “Mr. Goodnight” avrebbe potuto appartenere a “Newpowersoul” (1998) o ad “Emancipation” (1996) in connubio con “The jam of the year”.
E anche “All The Midnights In The World” sembra appartenere agli anni (1996/97) di “Emancipation” e del motto “Love 4 One Another” (tra l’altro citato nel testo).
E’ il funk ‘coast to coast’ di “Chelsea Rodgers” a smuovere un po’ le acque(www.chelsearodgers.com).
“Lion Of Judah” (con Wendy e Lisa) sembra scritta per “The Gold Experience” (1995) e infine “Resolution” simile a “3 Chains Of Gold” (1992) chiude ‘degnamente’ questo disco.

La musica è suonata bene e la registrazione è curata in modo maniacale, ma questo disco conferma che alla fine dell’arcobaleno non c’è la pentola d’oro… a buon intenditore ….
Andrea Urso.

Categories: Funky Musica Pop Recensioni Soul

Andrea Urso

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