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Death cab for cutie

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Sono una indie-rock band statunitense, formatasi nel 1997 nei dintorni di Washington, per volontà del frontman Ben Gibbard. Il loro nome è piuttosto particolare, ed è preso da una canzone dei Bonzo Dog Doo-Dah Band, ripresa poi anche dai Beatles nel loro Magical Mistery Tour. Rimangono impressi nelle memorie del pubblico indie subito dal primo lavoro, inciso su cassetta e quindi quando nel 1998 incidono “Somethnig about airplanes”, vengono subito ben accolti.

La strada del successo in ambito più ampio, gli viene però aperta nel 2000 con l’album “We’ve the facts and We’re voting yes”. Sempre del 2000 è anche l’album “The forbidden love”, mentre del 2001 è “The photo album”. L’ultimo lavoro invece si intitola “The open door”, ed è stato pubblicato quest’ anno. Da notare è anche “Plans”, del 2005.

Le loro sono raffinate melodie indie, semplici ed elaborate contemporaneamente, il che ha permesso loro di diventare delle autentiche icone nel mondo dell’indie – rock. L’ultimo album, contiene sempre il solito marchio un po’ ansioso che si percepisce anche nei lavori precedenti, ma si intravede anche qualcosa di nuovo, come una specie di apertura, di aria fresca, piuttosto che le solite atmosfere chiuse e cupe che si percepivano in precedenza.

Lo stile dei Death Cab For Cutie prende qualcosa dai Radiohead, ma non raggiunge ancora la sublimità con cui Tom Yorke intepreta quello che ha dentro. L’ultimo album apre la strada a una nuova forma, si aspetta il prossimo per vedere l’evoluzione.

Categories: Musica Recensioni Rock

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matteo

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