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Lucio Battisti – Il mio canto libero

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Fu il lavoro discografico più venduto in Italia nel 1973, anche se in realtà uscì già verso la fine del 1972. Rimase la prima classificata per ben undici settimane e le sua otto canzoni divennero tra le più rappresentative e famose del mitico Lucio Battisti.

Per la realizzazione di questo disco, Lucio collabora con diversi artisti di fama, tra cui Mario Lavezzi, Gianni Dall’Aglio per le percussioni e Vince Tempera (al piano). Ha rappresentato una vera e propria svolta della classica canzone italiana leggera sia per la sua ricchezza musicale (grazie anche alla collaborazione, come già detto in precedenza, di ben diciannove musicisti diversi e di un’orchestra interamente a sua disposizione) che per la sperimentazione di nuove musicalità e vocalità, che si discostavano all’epoca dalla tradizione italiana.

Il suo quinto album rappresenta anche il culmine della sua carriera; Battisti è un personaggio completamente diverso dal classico ingellato che spopola tra le ragazzine: i suoi testi sono dolci come la sua voce, le sonorità sono rilassanti ma nonostante ciò non sono affatto scontate o banali, anzi, al contrario sono particolarmente elaborate e pianificate.

La prima traccia è intitolata “La luce dell’est”, dove il cantautore ci propone un ritornello molto poetico ed orecchiabile; il secondo pezzo è “Luci-Ah”, dominata da deformazioni vocali che ci racconta le avventure di questa ragazza in modo molto divertente ed allegro; si passa poi a “L’aquila”,un inno alla libertà da parte di un uomo insoddisfatto della sua donna.

“Confusione” ricalca un po’ la divertente già citata “Luci-Ah”, seguita a ruota dal famosissimo capolavoro intitolato “Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi”, una canzone d’amore nella quale Battisti ringrazia la sua donna per averlo aiutato ed assistito durante il suo periodo di depressione, una canzone malinconica dominata dal suono degli archi che apportano anche un’atmosfera quasi gospel.

“Gente per bene e gente per male” è un altro inno alla libertà ma in senso diverso: è una ribellione verso le imposizioni della vita moderna e a favore, se così si può dire, di quelli che preferiscono rimanere fuori dal “gregge”.

E finalmente si giunge alla title-track, la famosissima, appunto, “Il mio canto libero”, una delle sue migliori canzoni divenuta anche una delle sue più popolari. E’ una canzone d’amore dedicata alla sua donna, ma anche al mondo che lo circonda carpendo gli aspetti positivi come quelli negativi, ed anche alla natura.

“In un mondo che prigioniero è/respiriamo liberi io e te/e la verità si offre nuda a noi/e limpida è l’immagine ormai”.

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

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