Mi rubi l’anima – Laura Pausini & Raf

novembre 13th, 2009

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Tra i numerosissimi successi di Laura Pausini forse solo i fan più affezionati ricorderanno “Mi rubi l’anima”, brano incluso nel primo album dell’interprete romagnola “Laura” del 1993 e cantato in duetto con Raf.

Nel 1993 Raf era già un’icona affermata e controversa, Laura un’esordiente quasi assoluta, fresca della vittoria a San Remo nella sezione “Nuove proposte”.
Insieme i due confezionano un brano che riluce di un romanticismo adolescenziale quasi disarmante, chiaramente indirizzato ad un target di giovanissimi, nel quale le loro voci si amalgamano senza difficoltà.

L’album ottenne un clamoroso successo di vendite sia in Italia che all’estero, imponendosi in Francia, Inghilterra e Spagna e aprendo le strade del mercato discografico internazionale ad una delle nostre cantanti di maggior qualità.
Le storie d’amore a distanza hanno da sempre ispirato interpreti di ogni generazione: in questo caso una giovane coppia, dopo una travolgente estate trascorsa insieme, si ritrova improvvisamente a dover fare i conti con la distanza.

I due tornano alle rispettive città di origine e si sforzano di riprendere le usuali attività quotidiane, con tutta la fatica che ciò comporta: perché il pensiero corre sempre incessantemente all’altro, un pensiero fisso imprescindibile che diventa una dolce ossessione.

Pur nella consapevolezza delle difficoltà che una storia a distanza implica, entrambi sanno di non poter fare a meno l’uno dell’altra e si lasciano dunque andare ad un canto struggente e malinconico nel quale le due voci si rincorrono fino finalmente a trovarsi.
I testi di Laura da sempre ritraggono i problemi grandi e piccoli della sua generazione con tono partecipe e commosso: i suoi brani puntano a suscitare nell’ascoltatore un immediato senso di immedesimazione.

E chi, almeno una volta nella vita, non ha avuto una storia d’amore a distanza e non ha fantasticato di mollare tutto per raggiungere l’altro? Da ascoltare assolutamente, per ricordare come eravamo e quanto in fondo, l’amore possa far fare cose stupide.



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