Gli Ekhymosis e la loro Tierra

matteo dicembre 25th, 2009

La_Tierra_Ekhymosis

Alla fine degli anni 80, a Medellín, quattro ragazzi con in comune la passione per la musica decisero di fondare gli Ekhymosis, una band di heavy metal, un fatto per nulla raro in quegli anni dopo tutto.
I quattro ragazzi si chiamavano Juan Esteban Aristizábal, Andrés García, Fernando “Toby” Tobón e José David Lopera.

Ai tempi i quattro non immaginavano che il loro frontman un giorno sarebbe diventato il celebre Juanes, e che Fernando e José sarebbero diventati dei celebri produttori in Colombia.
Dopo il primo album, molto più decisamente metal, lo stile degli Ekhymosis è andato sempre più ammorbidendosi, fino ad assumere sonorità più propriamente rock, con accenni pop e di musica tradizionale colombiana.

É del 1997 l’uscita di Ekhymosis, il loro ultimo album, che contiene anche le riedizioni di alcuni dei loro successi precedenti come Solo, Sin Rencores, e De Madrugada.

Fra i brani inediti dell’album, sicuramente La Tierra è il più conosciuto e soprattutto il più apprezzato a tal punto da essere considerato il secondo inno della Colombia. É un brano viscerale, in cui si chiede di amare la terra in cui si è nati e di non versare inutilmente il sangue, facendo ovviamente riferimento ai mille conflitti che ancora oggi affliggono la Colombia e l’America Latina in generale.

La musica è di quelle che trascinano, riccamente influenzata dai ritmi latini, per sottolineare ulteriormente il legame alla terra che viene invocato. È un brano talmente amato dai fan degli Ekhymosis, che ancora oggi Juanes lo propone nei propri concerti da solista. Dopotutto non bisogna dimenticare che gran parte della band di Juanes al giorno d’oggi è ancora composta dai membri del suo vecchio gruppo.

Gli altri brani dell’album, tredici in tutto, scorrono piacevolmente e si può già percepire quel sound che andrà poi a caratterizzare la carriera solista di Juanes, ma anche i testi stessi, che trattano sempre di tematiche vicine alla band e alla gente comune, come l’amore, il dolore, e la difficoltà di vivere in una terra tanto amata ma al tempo stesso tanto martoriata.

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