Dido: No Angel, altro album di debutto di un’altra artista

matteo marzo 1st, 2010

No Angel

Gli artisti che sbarcheranno il lunario non sempre lo si riesce a capire dagli inizi, ma quando a cantare sono eccezioni, dai primi ascolti si riescono già a fare delle previsioni e tra quelle eccezioni ne fa parte una ragazza che dal 1999 è riuscita a farsi apprezzare strabiliando con la sua voce.

Questo lavoro è composto da dodici tracce, molto leggiadre com’è la sua tonalità vocale e per capire di cosa sto parlando servirà solamente metterlo in un lettore e ascoltare la canzone posizionata alla numero uno Here With Me.

La successiva Hunter accompagnata da una chitarra è molto piacevole e un po’ cupa ma questo velo scuro sarà presto calato con l’arrivo della terza traccia Don’t Think Of Me. Con My Lover’s Gone lo si capisce anche dal titolo che la nostra Dido rivorrà toccare delle note malinconiche ma ripetendosi come ha fatto in precedenza ritornerà serena con All You Want.

La sesta Thank You è la sua canzone più famosa, nell’elenco delle sue Hit perciò facilmente attribuibile a lei e sorretta da dei nuovi strumenti: un pianoforte e le percussioni che danno un tocco speciale a questa lenta ballata.

Con all’interno dei cori, questi ultimi fanno di Honestly O.K. un pezzo magnifico e con l’eseguzione delle prossime due, Slide e Isobel ritmate in modo più sostenuto e composte da delle belle parole fanno una coppia vincente preparando la strada al brano che titola il CD e anche se somigliante alle precedenti, in essa è lo stesso un piacere perdersi.

In chiusura, il compito di concludere in bellezza è affidato all’undicesima e favolosa My Life e a Take My Hand. Anch’esse dai testi dolci adempieno perfettamente a quella direttiva e rendono soddisfatto il possessore di questo disco che ha segnato la carriera di questa cantante londinese.

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