Mariah Carey: The Emancipation of Mimi, è davvero la maturazione di un’artista fenomenale

L’emancipazione in questione possiamo attribuirla anche alla creatrice del disco che con questa sua decima opera prodotta nel 2005 torna sulla cresta dell’onda dopo un periodo poco felice e che usandola come metafora, si immagini che in lei, bambina un po’ cresciuta sia avvenuto un cambiamento importante com’è successo per una persona che diventa autonoma.
Scrollatasi di dosso il passato, di fronte si ha una nuova Mariah che segue novità anche nello stile andando a toccare oltre al pop anche il Soul per il quale la sua voce è molto portata inventando brani senza eguali e non paragonabili a qualsiasi altra artista che abbraccia lo stesso genere.
Nelle 14 tracce ce ne sono alcune ballabili come It’s Like That che apre il CD e la terza Can I Get Your Number avendo saltato la seconda malinconica We Belong Together e altre tranquille, sorrette da un pianoforte che evoca note leggiadre come Mine Again, Joy Ride e Fly Like A Bird.
Dalle tonalità r’n’b e hip hop, questo a causa di collaborazioni con altri artisti si arrivano ad ascoltare Say Something, One and Only e To the Floor e questo non è un male perché i lavori che sono usciti fuori sono di comunque indiscusso interesse tant’è che per citare uno di quegli artisti intavolerei un certo Snoop Dogg.
Ad ascoltarle tutte non ci si stufa, rimanendo di continuo affascinati dalla potenza vocale, dai falsetti che questa donna riesce ad esternare anche se uno ci si è abituato, andandosi a collocare sicuramente grazie a queste sue specialità nel posto dove risiedono gli artisti di alto calibro, sgomitando e facendosi valere come ha sempre continuato a fare dall’inizio della sua attività.
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