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I blur e la vita di campagna

Country_House_Blur

La scena musicale inglese degli anni 90 è stata segnata dalla grande rivalità fra due band che hanno sicuramente fatto la storia del cosiddetto britpop di quei tempi. Si tratta dei Blur e degli Oasis. Entrambi con il proprio stile e con le personalità forti dei propri componenti, i due gruppi si sono sfidati da sempre a una lotta all’ultimo singolo senza esclusione di colpi all’interno delle classifiche britanniche.

Anche il brano Country House dei Blur non si è sottratto a questa sfida, vedendo la sua data di uscita posticipata per farla coincidere con quella di un singolo degli Oasis, e uscendo vincitore da questa ennesima battaglia, posizionandosi al primo posto davanti al suo oppositore.

Effettivamente Country House è un piccolo capolavoro in pieno stile Blur.
Ispiratore del brano sembra essere stato proprio l’ex-manager dei Blur che, stanco dello stress della vita cittadina e del suo lavoro, ha mollato tutto per trasferirsi in una villa nella campagna inglese che aveva acquistato da poco.

Nel testo, però, si sottolinea come l’uomo di cui parla la canzone, una volta trasferitosi, comunque non abbia trovato poi tutta questa pace, dal momento che ha continuato a prendere psicofarmaci, farsi visitare dall’analista e probabilmente anche a fare uso di “morning glory”, un’alternativa all’LSD.

La canzone vuole in un certo senso porsi come una critica a tutti quei businessman e uomini di successo che pensano che basti una casa in campagna a risolvere i loro problemi, senza rendersi conto che in realtà quello che fanno loro non è vivere la vera vita di campagna ma semplicemente trasferire la loro vita cittadina altrove, portandosi dietro tutti i problemi da cui sono afflitti.

Dal punto di vista musicale, il brano tutto è meno che un esempio di idillio campestre sicuramente. Tuttaltro. Il ritmo è rapido e molto più adatto a rappresentare quelle situazioni cittadine da cui il nostro eroe cerca di fuggire.
Si tratta sicuramente di una vittoria meritata per questo brano che ormai è entrato far parte della storia della musica inglese.

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

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