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Cantautore piccolino di Sergio Cammariere

cantautore piccolino

Divertente, molto ben ritmata e con una pausa molto originale tra la prima e la seconda parte. Splendido tentativo in stile jazz di Cammariere che ci stupisce con un pianoforte e un testo accattivante. Una forma di autoesame, una piccola biografia immaginaria del cantante.

Sembra quasi di viaggiare in un sogno velocissimo, dove le immagini e gli eventi si susseguono con una cadenza surreale e priva di ogni logica. Citando praticamente tutti i cantautori italiani degli ultimi cinquant’anni, Cammariere ripercorre forse una sua esperienza musicale.

Forse questa canzone non è un sogno, ma un viaggio, un percorso musicale autobiografico dove Cammariere brucia le tappe del suo sentiero musicale, dove ci confessa chi lo ha avvicinato alla musica. Forse, infine, è un semplice raffronto tra lui e i grandi della musica italiana da lui presentati e con i quali gioca nel testo, inserendoli in ambiti stravaganti e buffi.

Tutto sembra burlarsi di lui, invece, un cantautore piccolino”confrontato a Paoli Gino”. Un dilettante musicale che in parte teme di non arrivare mai a nulla di grande come gli autori citati. Un timore, inoltre, che si esaurisca la creatività e che nessuno si ricorderà di lui. Nonostante gli accordi accesi e colorati, infatti, c’è una vena molto nascosta di malinconia.

La grande particolarità di questo brano è la sua durata, di circa sette minuti e cinquantacinque secondi. La prima parte, della durata di circa due minuti e mezzo, racchiude l’intera canzone ad una velocità elevatissima. Alla fine di questa prima parte, c’è una curiosa pausa silenziosa di altri due minuti per poi riprendere ad un ritmo jazz ripetendo in maniera quasi identica lo stesso pezzo di prima. Ascoltare per credere…

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

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