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Avril Lavigne: The Best Damn Thing, una cantante amata e criticata dalle giovani generazioni

The Best Damn Thing

Questa ragazza dai suoi inizi ha sempre tirato fuori canzoni che si limitassero a toccare una determinata fascia di età, con le quali io sono cresciuto e ho potuto notare il suo cambiamento da pima testi molto profondi e giocosi di buon gusto a dopo con una malizia esagerata.

Il suo successo è arrivato grazie ai teen-agers ma non so quanto possa essere soddisfacente rimanere in quell’ottica e non innalzarsi a gradini superiori, sperando che con la crescita possa farlo dato che non è altro che una adolescente, che come me è nella fascia della maturità precedendo quella adulta.

Accantonati gli anni della ribelle ha abbracciato le vesti della femme fatale, nei quali io non la apprezzo molto, preferivo che la sua bellezza continuasse ad esprimerla con la sua grinta ma che denotasse maggiore dolcezza come ai tempi di I’m With You, che con un cappotto in strada, in mezzo ad una festa facendosi largo tra le tentazioni urlava e cantava con la sua voce pazzesca.

Ora nei suoi ultimi video, fatti anche su due canzoni presenti in questo album, la si vede provocante ripetendomi l’augurio che si ravveda, perché se alcune artiste se lo possono permettere a lei questa figura non si addice e i due brani in questione seppur belli musicalmente sono: Girlfriend, molto scanzonata e la lenta Hot ricca di tonalità melodiose.

Le altre tracce sulle quali spendere più parole in questo CD dal genere punk-rock, pop sono le tristi When You’re Gone, Innocence e Keep Holding On. Sulla stessa orma di Hot, Contagious e rispolverando il discorso già affrontato nei suoi precedenti album, quello della disillusione in amore Everything Back But You e I Can Do It Better.

Categories: Musica Recensioni Rock

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matteo

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