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Castanets – “Texas Rose, The Thaw and The Beasts”

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I Castanets sono il progetto musicale di Raymond Raposa, l’unico membro fisso della band, tutti gli altri ruotano dipendentemente dalle sue necessità per un dato lavoro, album o tour che sia. I line-up così è in costante movimento, che da subito l’idea della dinamicità di questa band.

Il Pitchfork Magazine ha definito la musica di Raposa una specie di freak – folk (o folk psichedelico), che ha iniziato a prendere piede in America a partire dal 2003 – 04.

I Castanets infatti iniziano la loro carriera nel 2003, con l’album mai pubblicato “What a Kind of Cure”, mentre nel 2004 pubblicano “Cathedral”, con la casa discografica Asthmatic Kitty, la stessa con la quale esce anche l’ultimo disco “Texas Rose, The Thaw and The Beasts”. Raposa è davvero un personaggio strano, per cui, anche il suo disco ha delle grosse particolarità.

La canzone che si può definire la più convenzionale, è forse “Rose”, la prima nella tracklist. Convenzionale in senso strutturale della canzone stessa, è anche una delle più tradizionali mai fatte da lui.

“No Trouble” invece ha qualcosa di strano e sinistro, che può far venire anche un senso di angoscia all’ascoltatore, e su questa linea continuano anche le altre. In alcune tracce poi inserisce la tastiera ed un suono più elettronico che fa venire inevitabilmente in mente il pop anni Ottanta. Tutto l’album ha però un senso di qualcosa di non concluso, come se ci fosse una specie di sbilanciamento, percepibile a pelle, tra testi e musica, tra cantato e parte strumentale, come se ci fossero ancora delle lacune da colmare.

La musica di Raposa è però strettamente personale e complessa e ciò non stupisce data la complessità dello stesso autore.

Categories: Jazz Musica Recensioni

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matteo

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