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Maggie’s farm di Bob Dylan

Maggie's Farm

Questa canzone è assai nota agli amanti del cantautore per la sua storia controversa. Infatti, fece il suo debutto al Newport Folk Festival, dove Dylan era stato presentato dall’organizzatore, Joe Boyd, come il futuro genere folk, il re di questo genere. Tutto questo davanti a una folla che si aspettava una performance senza pari, in occasione del folk festival più importante degli Stati Uniti. Non avevano idea di cosa li stesse per travolgere.

Dylan dimostrò in quel lontano 1964 come la sua musica era veramente solo sua. Maggie’s farm, infatti, è un pezzo per chitarra elettrica: la nemesi del folk stesso. Davanti a un pubblico incredulo, a fischi, urla, minacce e grida senza fine, Dylan eseguì per intero il pezzo senza battere ciglio, a rivendicare così il suo genio che andava ben oltre l’etichettatura del genere musicale.

Si narra, infine, che lo stesso Joe Boyd avesse afferrato un’accetta e cercasse di tagliare i cavi elettrici per impedire la prosecuzione del brano. Vero o no, di sicuro la sua reazione deve averlo portato sull’orlo di una crisi di nervi, poiché egli stesso aveva accompagnato sul palco il promettente ragazzo di campagna Bob, sicuro delle sua capacità. Infondo, non aveva poi commesso un errore…

A prescindere dalle vicissitudini e alle leggende dietro questo pezzo, maggie’s farm è un blues classico, molto strutturato e dai ritmi codificati. Il suo contenuto è poliedrico e si presta a molte interpretazioni: c’è chi ci vede la rivendicazione di appartenenza sulle proprie canzoni, chi la critica al sistema produttivo statunitense, chi ancora un fatto biografico di Dylan. Evidentemente, ancora una volta il genio dell’autore aveva creato qualcosa di universale, in grado di trasmettere a tutti un sentimento diverso e personale.

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

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