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Montagne verdi – Marcella Bella

montagne_verdi

La canzone parla di una bimba che ha passato la sua gioventù tra montagne verdi ed animali, correndo senza rischiare di essere investita da qualche automobile. Ma un brutto giorno l’industrializzazione la raggiunse, costruendo una ferrovia al posto delle montagne, i prati dove lei è cresciuta.

Con il treno arrivò anche il resto: palazzi alti, centri commerciali, strade, automobili che distrussero anche i campi.

E la bimba guardava il cielo, ma non vedeva più il sole probabilmente perché coperto dagli alti edifici. E le montagne non erano più verdi perché coperte dall’asfalto delle strade.

La bimba, cresciuta, incontra il suo primo grande amore. Probabilmente un compaesano, perché nei suoi occhi vede le montagne verdi tra cui è cresciuta.

Nel suo uomo ritrova le sue montagne, il suo paesino di quando era fanciulla. Vede in lui il sole coperto dai palazzi portati dall’uomo.

L’industrializzazione ha distrutto i sogni di una bambina, ma non i suoi ricordi. Ricordi che realizzato nel suo amore, neo suoi occhi, ma che nella realtà non torneranno più.

Ma allora siamo sicuri che quello che noi chiamiamo progresso, modernizzazione sia giusto? Si certo, ha portato più facilità negli spostamenti con le automobili e una migliore qualità della vita nel campo tecnologico. Ma con quali conseguenze?

Abbiamo distrutto i campi per costruire strade, il verde per case ed edifici, inquinato l’aria con la benzina delle automobili e delle fabbriche. Aria che noi respiriamo, che i nostri figli respirano. Non ci sono più campi in cui far correre i bambini liberamente. Le acque che poi beviamo e in cui facciamo il bagno al mare sono inquinate dai rifiuti, anche velenosi, delle fabbriche.

Ok, a tutti fa comodo usare l’automobile per fare in fretta, avere strade asfaltate ecc…, ma a quale prezzo? Avvelenandoci? Siamo disposti a barattare la nostra salute con la tecnologia e la modernizzazone?

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

3 replies

  1. “La canzone parla di una bimba che ha passato la sua gioventù tra montagne verdi ed animali”
    ciao,sai che ho sempre immaginato volesse alludere a una cosa del genere.come dici te è brutto pensare che il progresso non è poi un vero progresso per l’umanità,ma a come stanno le cose oggi,e lo erano pure ieri,chi prende le decisioni non ha poi tutto questo tempo da rimanere sulla terra che madre natura ci ha regalato,te per esempio nel scrivere questo post hai contribuito ad inquinare le nostre montagne verdi,come del resto ho fatto io bel leggerti e risponderti.
    un paradosso dei nostri tempi ,secondo me,è che molte di quelle mamme che si professano salvatrici dell’ambiente con la loro raccolta differenziata ,la mattina del primo giorno di scuola vedendo che fuori piove non esiteranno neppure un momento nel prendere l’automobile contribuendo così al collasso totale della viabilità della propria città!

  2. Scusa ma devo contestare parte della interpretazione. Mi pare che il testo in modo abbastanza chiaro non parli di “un treno che arriva nel suo paese e porta l’industrializzazione e i palazzi etc etc..:” ma esattamente il contrario. E’ lei che parte (deve emigrare verso la città, evidentemente per lavoro). Dice “poi un giorno MI PRESE il treno”, cioè il treno ha portato via lei, e di conseguenza “l’erba e il prato… scomparivano piano piano” cioè se li lasciava indietro. Infatti poi lei è in città e dice “la città aveva mille sguardi” … ma sogna di tornare al suo paese “io sognavo montagne verdi”

  3. Ho sentito un’intervista a Marcella Bella in cui diceva che le montagne verdi non sono le montagne, bensì i suoi Sogni, i suoi desideri che, come si suol dire, sono di colore verde speranza.
    “mangiato sale”, sempre come riferisce nell’intervista, sono LE LACRIME che ha versato per essersi trasferita da bambina nel Nord Italia, lasciando la sua amata Sicilia.

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