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Come Foglie – Malika Ajane

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Il tocco di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, c’è e si sente: l’eclettico pugliese, autore del testo, per l’occasione non si firma con nome e cognome ma attraverso la pseudonimo di Pellecalamaio.

Il risultato è “Come foglie”, stupefacente brano con cui Malika Ajane si è imposta all’ultimo Festival di Sanremo, una ballata intima e malinconica, un viaggio in punta di piedi nelle profondità di un io in costante ricerca del proprio equilibrio.

Sorprendente è come la maturità vocale di questa giovane artista di origine marocchina si coniughi alla perfezione con una spontaneità che è figlia di una lunga e meticolosa preparazione tecnica.

Difficilmente questa canzone piacerà al primo ascolto, essendo un brano estremamente “pieno”:
pieno di velata inquietudine, pieno di senso dell’attesa, pieno in ultima istanza di speranza per
l’avvenire: non il classico motivetto da fischiettare sotto la doccia, ma una creazione caleidoscopica, da scoprire sfumatura dopo sfumatura.

Un brano che, registrando l’inesorabile susseguirsi delle stagioni, celebra la nostalgia come condizione essenziale dell’anima, nella consapevolezza di quanto la distanza sappia colorare i ricordi, sappia renderli più vividi della realtà.
E che, traendo spunto dallo scorrere delle stagioni, si interroga sugli inevitabili mutamenti interiori di cui ciascuno di noi è insieme vittima e artefice.

Per tutti quelli ancora capaci di meravigliarsi, di sorprendersi e commuoversi, per tutti quelli che credono di essere parte di un insieme più ampio, e che pur voltandosi indietro di tanto in tanto per controllare quanta strada hanno fatto, non hanno paura di guardare avanti, alla ricerca di quello che ancora non hanno.

A raccontare tutto ciò una voce moderna e sofisticata insieme, calda come la brezza del deserto dal quale proviene e poeticamente struggente.
E’ vivamente consigliato ascoltarla al termine di una giornata di lavoro andata storta, o in quei momenti in cui sembra che il mondo vada troppo veloce, per far pace con l’universo e riacquistare un briciolo di fiducia nel genere umano.

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

1 reply

  1. Una canzone meravigliosa ed una interpretazione fantastica. Non seguo la musica leggera ma, ascoltata per caso mi ha subito colpito e addirittura commosso. Il pezzetto di musica che corrisponde alle parole (é un inverno che va via da noi) lo trovo di una genialità e di una bellezza unica. Insomma, credo che questa canzone diventerà un successo mondiale specialmente arrangiata in inglese. Saluti a tutti, Giuseppe

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