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Faith no more

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Dopo 11 anni di assenza dalle scene, che li vide impeganti in progetti personali, ritorna la band culto di San Francisco. I Faith no more sono stati fonte d’ispirazione per molte rock e metal band che sono nate dopo di loro, e continuano ad esserlo. Il loro stile alternative metal è nato mixando generi come heavy metal, funk, progressive rock, hip hop, hardcore punk, thrash metal e jazz, ed all’epoca erano molto all’avanguardia.

Il nuovo reunion della band prevede l’uscita di un Greatest Hits dal complicatissimo titolo: «The very Best Definitive Ultimate Greatest Hits Collection», che già in se dice molte cose, la band per ora non ha intenzione di creare nuovi materiali, ma solo di promuovere quelli vecchi, oltre che con l’album, anche con una tourneè che li vedrà impeganti anche per qualche data europea, più precisamente in Inghilterra, Germania, Svizzera, Norvegia e Finlandia.

La nuova compilation è composta da due dischi, il primo contenente 18 pezzi, mentre nell’altro 10 tra b-sides and rarities (questa seconda parte è una specie di upgrade al «Who cares a lot», disco del 1998). L’uscita della compilation è prevista per l’8 di giugno.

La grandezza che hanno avuto i Faith no more è dimostrata anche attraverso le numerose cover che sono state fatte dei loro pezzi, da band come i Helloween, gli Apocalyptica ed altri, ma anche attraverso l’influenza che hanno avuto su moltissime band (nu metal e non solo), che sono nate negli anni 90, come ad esempio, i Limp Bizkit, gli Incubus, i Korn, i Linkin’ Park e altri.

Categories: Musica Recensioni

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matteo

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