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We sing, we dance, we steal things

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We Sing. We Dance. We Steal Things. può essere considerato l’album della consacrazione a livello internazionale del cantautore statunitense Jason Mraz. Sono, infatti, alcuni anni già che Jason Mraz è conosciuto in America, avendo all’attivo due album e alcuni singoli relativamente popolari oltreoceano, ma è solo con questo suo terzo album e soprattutto con la hit I’m Yours che Jason Mraz è riuscito a imporsi anche sulla scena internazionale.

Forse lo stile di Mraz non è il più adeguato per fare di lui una celebrità a livello mondiale; forse non è nemmeno quello che Mraz stesso vuole. La sua musica pacata è abbastanza lontana dalle sonorità che popolano le radio di tutto il mondo. Si addice di più a quei piccoli locali ideali per rilassarsi sorseggiando un caffè e ascoltando della musica sospesa a metà fra il jazz e il chill-out.

Le tracce dell’album si assomigliano vagamente un po’ tutte, mantenendo quel sound tipico di Mraz ma anche di altri artisti quali Jack Johnson e John Mayer che in questi anni hanno iniziato a popolare il mercato musicale con le loro sonorità rilassate e che ricordano vagamente un certo soft-rock anni 70.

Come sempre Jason Mraz mette l’accento più sul testo, sui giochi di parole, sulla sua astuzia creativa in campo semantico che sulla musica in sé. Mraz non mira a creare la melodia del secolo ma più che altro a stupire con l’originalità dei suoi testi.

Sono presenti nell’album due brani creati in collaborazione con due colleghi cari allo stile di Mraz: Colbie Callait con il brano Lucky, uno dei singoli estratti dall’album, e James Morrison con Details in the Fabric. Anche in questo caso, però, nulla di eclatante, le canzoni si fanno ascoltare ma non stupiscono o non si distaccano dal resto dell’album.

We Sing. We Dance. We Steal Things. sembra più che altro fatto per essere ascoltato in quelle calde giornate d’estate, magari chiudendo gli occhi e lasciandosi trasportare con il pensiero su un’isola tropicale.

Categories: Jazz Musica Pop Recensioni

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matteo

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