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Italia mia, l’italia di dalida

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Ci sono degli artisti che riescono a lasciare un marchio indelebile nella storia della musica anche a distanza di decenni e a trasformarsi in vere icone.
É il caso di Dalida, fra tanti altri. Questa interprete nata in Egitto, da genitori italiani e divenuta seconda soltanto a Edith Piaf nel cuore dei francesi è riuscita a sopravvivere alla propria morte, alle mode e al tempo grazie alle sue canzoni che l’hanno resa immortale.

Nel 1997, a vent’anni dalla morte di questa diva tormentata è stata pubblicata una collezione di sette cd contenenti tutti i suoi successi in italiano, nonostante il successo mondiale di Dalida l’abbia portata a cantare in francese, ma anche in inglese, arabo e persino giapponese.

Si possono trovare brani come la struggente Non Andare Via, arrangiamento italiano del capolavoro di Jacques Brel Ne Me Quitte Pas, che ben si addice alla travagliata vita di Dalida, segnata troppo spesso da tragedie personali che neppure il successo mondiale bastò a cancellare.

Un altro brano molto bello e al tempo stesso malinconico presente in questo prezioso cofanetto è Diciotto anni, in cui Dalida racconta con la sua bellissima voce profonda e calda come il sole d’Egitto, la storia d’amore tra un giovane ragazzo di diciotto anni e una donna matura con quasi il doppio della sua età.

Non può mancare in una raccolta simile ovviamente Ciao Amore Ciao, scritta da Luigi Tenco, il grande amore di Dalida, che dalla sua morte non riuscì mai a riprendersi. Una bellissima canzone resa ancora più bella dall’interpretazione di Dalida che sembra quasi voler salutare il suo amore ormai troppo lontano e irraggiungibile, almeno da questa vita.

I centoventi brani della raccolta si susseguono veloci, il tempo passa in compagnia della divina voce di Dalida senza quasi rendersene conto, si passa dalle melodie più dolci a quelle più tristi, ai brani pop e dance dell’ultimo periodo. Un pezzo impedibile per i veri appassionati della musica di un tempo e delle voci di certe dive che non torneranno più.

Categories: Musica Pop Recensioni

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matteo

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