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The Bastard Son of Dioniso

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Trotterellando trotterellando tre rubicondi trentini si stanno facendo strada nel rutilante mondo dello spettacolo: loro sono i The Bastard Sons of Dioniso, compagine dell’alta Val Sugana che dopo aver partecipato per anni a festival, concorsi, kermesse rockettare dentro e fuori dal Trentino, si sta facendo conoscere dal grande pubblico grazie alla partecipazione ad X Factor, da dove, sotto l’ala della caposquadra Mara Maioinchi, sta letteralmente spopolando.

All’anagrafe Jacopo Broseghini, Federico Sassudelli e Michele Vicentini, i The Bastard nascono come gruppo nel 2003, compagni di musica e soprattutto di bevute.
Sembrano usciti dritti dritti da un film di Tim Buton, un po’ gotici, un po’ emblematici, un po’ capitati lì per caso, ma hanno già al loro attivo diverse collaborazioni con nomi noti della musica italiana: Caparezza, Frankie Hi NRG e Omar Pedrini.

Il presente è X Factor, dove colpiscono ed entusiasmano per quel loro impatto così diretto, immediato, che ha evidentemente fatto presa sul pubblico se in 14 puntate il gruppo non ha mai rischiato un’eliminazione non finendo neppure una volta in ballottaggio.
E pensare che si definiscono i “meno televisivi” tra tutti i partecipanti!

Il loro repertorio è influenzato dall’hard rock anni ’70, e questa impostazione punk ha loro permesso di dare un’impronta originalissima a tutte le cover con le quali si sono confrontati fino ad ora nel corso del programma: da “Contessa” a “Ragazzo di Strada”, dai Beatles ai Foo Fighters passando per gli AC DC, i Bastardi non si limitano ad eseguire, molto spesso preferiscono scardinare: e a volte ci riescono benissimo.

Merito senza dubbio di un’indiscussa preparazione come musicisti, ma anche di un’affinità travolgente, che traspare in ogni esibizione.
Infatti, pur essendo singolarmente dotati di un timbro riconoscibile e particolare, entusiasmano soprattutto nelle loro esibizioni “d’insieme”.

Proprio a X Factor hanno presentato per il momento il loro inedito “Amor carnale”, un pezzo rock a 360 gradi, che non brilla per un testo particolarmente accattivante, ma che cattura per il ritmo trascinante e psichedelico. Da tenere d’occhio: i ragazzi faranno strada.

Categories: Musica Recensioni Rock

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matteo

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